Il turismo plein air è da tempo una delle fonti di maggior incremento del turismo in Europa ed America, ed ha rappresentato una delle chiavi di volta del successo turistico di nazioni come la Francia e la Spagna.
Noi che siamo camperisti per passione, sappiamo perfettamente cosa vuol dire essere parte di questo mondo, che è qualcosa di più di una moda passeggera, ma un vero modo di concepire la vita al di là degli stili.
Tanto che i camperisti sono persone che amano la libertà di azione unita allo spirito di avventura, insieme al contatto con la natura amano sempre nuove scoperte di luoghi di arte e cultura.
Il turismo plein air è quindi un modo culturale nuovo ma dalle radici antiche di concepire il turismo, anzi diremmo che è qualcosa che strizza l'occhio al concetto di viaggiatore in senso classico e romantico.
Una rinnovata attenzione per territorio e ambiente sono alla base della cultura del viaggiare plein air.
Secondo il quarto rapporto Ecotur su Turismo e Natura, il 91% dei Tour Operator intervistati identifica in questi elementi la chiave del successo.
Ma analizzando con maggiore attenzione i risultati della ricerca, un altro aspetto interessante balza agli occhi: la rinata attenzione per ambiente e natura infatti è la scoperta dell'acqua calda!
L'uomo, nonostante faccia di tutto per dimenticarsene, ha nella natura la sua origine e alla natura tende.
Processi di urbanizzazione di massa, fuga dalle campagne e aumento della frenesia del ritmo medio di vita che hanno caratterizzato gli ultimi decenni non potevano che portare con sé correnti di riflusso.
La notizia quindi non è tanto negli 8,127 miliardi di euro di fatturato (dati 2005) che l'ecoturismo porta con sé, ma bensì nella variazione del target di riferimento. Nel 2005, infatti, sono notevolmente aumentati, nel settore dell'ecoturismo in generale, i turisti ad alta capacità di spesa, mentre sono diminuiti quelli a media e bassa capacità.
Il dato interessante non è solo l'aumento di arrivi e presenze in parchi, campeggi, agriturismi, ecc., ma il fatto che il nuovo turista ha anche un buon portafoglio.
Non è un dato da poco per chi vuole fare investimenti a tutto tondo nel settore.
Anzi se si parla di investimenti allora anche altri dati del rapporto ecotur diventano molto rilevanti .
"Il turista natura" scrive il rapporto privilegia gli aspetti immateriali, ama la libertà, è autonomo, valuta la qualità dell'aria, del paesaggio, la cultura locale, l'enogastronomia, la flora e la fauna. La domanda si presenta sempre più articolata, segmentata, sofisticata, capace di comparare attraverso Internet (rispetto al 2004 è aumentato il numero di coloro che comprano la vacanza sul Web), è attento al rapporto qualità prezzo e fraziona il tempo libero. Il turista Natura è un viaggiatore consapevole, orientato a vivere un dimensione da cittadino temporaneo della realtà che visita.
Ecco che allora il quadro comincia pian piano a prendere forma. Aumentano le presenze, aumenta il potenziale di spesa, ma aumenta anche la competenza e le aspettative. E con le aspettative non si scherza e non ci si può improvvisare: c'è sempre più bisogno di un offerta matura e consapevole, che sappia capire i mutamenti e si sappia rinnovare.
La realizzazione di una fiera basata sul turismo Plein Air è una idea che da tanto aleggia nei nostri cuori, il fatto di unire quello che è una passione con quello che è il nostro lavoro, è qualcosa al tempo stesso di entusiasmante e carico di tensione emotiva.
Un'idea come quella di creare una fiera in Campania , a Napoli nello specifico, si inserisce perfettamente nel quadro appena delineato.
A conforto ulteriore della bontà della nostra idea, riferiamo un solo altro dato e cioè che mentre il settore del Plein air è arrivato ad una fetta di mercato pari a circa 7,75 milioni di presenza in Italia, e cresce ad un ritmo medio del 3% annuo, lo stesso mercato in Campania cresce ad un ritmo del 10% e così la Basilicata e l'Abruzzo.
La domanda è perché partire da una fiera del Plein Air da realizzare a Napoli?
La risposta oltre che nei dati più sopra indicati, sta nel fatto che tutto il territorio che va da Firenze in giù è praticamente privo di fiere e mostre dedicate al settore, mentre di converso vede crescere a livello esponenziale il numero di appassionati e consumatori.
Ad oggi le uniche fiere del settore sono tutte realizzate nel centro nord Italia, oltre che nel Nord Europa (vedi Dusseldorf), ed in particolare segnaliamo "Mondo Natura", che si tiene a Rimini tutti gli anni nella seconda settimana di settembre, pertanto realizzare una fiera di settore a Napoli concretizzerebbe nel contempo una svolta ed un principio.
Una svolta, in quanto per la prima volta nel sud si comincerebbe a parlare in chiave professionale di un nuovo modo di fare turismo, rivolgendosi ad un settore in forte evoluzione e crescita dove il cliente è particolarmente attento ed esigente a tal punto da essere il catalizzatore di una serie di interessi tali da coinvolgere il più ampio settore del turismo.
Un principio, in quanto oltre che attraversare un territorio vergine come più sopra specificato, per la prima volta si ha l'occasione di poter realizzare a Napoli un evento di portata nazionale e non solo, infatti questo è un momento di crescita e sviluppo particolare del settore tale da permettere agli operatori di cogliere sempre maggiori opportunità.
Inoltre per continuare a rispondere alla domanda del perché Napoli, basta dire che la nostra città possiede un potenziale tale da essere quasi un punto di riferimento ideale per un turista quale è quello del plein air. Infatti essa possiede tutto: natura, cultura, arte e tradizioni, in particolare nel settore enogastronomico.
Ed inoltre dispone di un luogo ideale quale la Mostra d'oltremare, ricca di padiglioni e nel contempo di verde e spazi aperti, posizionata oltremodo in un punto strategico, tanto da farne un crocevia della città e non solo.
Ecco quindi che il progetto via via che prende forma fa intuire le enormi potenzialità di sviluppo, esso infatti intercetta non solo i turisti consumatori che dalla realizzazione del progetto trarranno un punto di riferimento ma tutta la platea di operatori del settore che dalla fiera trarranno spunto e linfa per alimentare i propri affari.
Non si nasconde infatti, che la fiera non solo andrà ad affrontare un territorio vergine, ma si pone in concorrenza con tutte le altre fiere dato il carattere nazionale, e non solo, che essa vuole assumere: basti un dato su tutti, la Fiera di Rimini si svolge in contemporanea con l'apertura dell'anno scolastico, limitando di fatto il mercato delle famiglie con figli, mentre la nostra coprirebbe uno spazio vuoto, venendo incontro alle esigenze più disparate.
Tant'è che se oggi un operatore del sud, ma anche romano, è obbligato a spostarsi almeno a Rimini, con conseguente aggravio di costi, domani avrà una fiera, più vicina al proprio mercato e territorio di riferimento.
Il nostro progetto dunque nasce con una volontà di professionalità e organizzazione tale da fare della fiera un punto di riferimento, e non un qualcosa che si limiti al territorio locale.
Il progetto consiste in una prima fase nel mettere in mostra su tre padiglioni da 3000 mq, di cui almeno 1200 cadauno da utilizzare per l'esposizione, camper, caravan, motorhome, pick up, casette prefabbricate, carrelli, accessoristica, e componenti elettroniche, tende da campeggio, accessori, abbigliamento, strumentazioni per il turismo all'aria aperta, promozione turistica, servizi, editoria.
A latere magari in una fase già più consolidata, realizzare convegni, mostre, eventi sportivi, appuntamenti enogastronomici e feste a tema, e così via.
Inoltre utilizzare lo spazio esterno della mostra per farne un parcheggio senza servizi per chi viene in visita col proprio camper, approfittando della fiera per farsi magari una breve vacanza a Napoli ed in Campania.
Ovviamente per questi ospiti sarà concesso un biglietto di ingresso gratuito, incluso l'utilizzo di una piazzola di sosta, mentre per gli ospiti che arrivano senza camper la fiera si preoccuperà di trovare hotel e prenotarli, insomma ci si rivolge ad un certo target e non gli si vuole far mancare nulla.
Ecco perché si prevede fin dall'inizio la necessità di realizzare una biglietteria, non tanto per mere necessità di guadagno, ma come filtro per i visitatori non interessati, o solo curiosi, in modo da selezionare quanto più è possibile il pubblico della fiera.
La data a cui si pensa per realizzare la fiera, va dal 01/11/2008 al 08/11/2008, imponendo la nostra fiera in un periodo ottimo sia per gi operatori, che per i consumatori, nonché la giusta distanza dalle altre fiere di riferimento, e coprendo una fascia temporale scoperta, in un periodo di bassa stagione turistica (quindi di prezzi contenuti) e nel contempo di investimenti per gli operatori del plein air in vista della stagione prossima ventura.
Ovviamente pensiamo di fare uno start di prova per testare il mercato e la risposta del pubblico in maggio con la bella stagione, utilizzando magari, gli spazi esterni della Mostra d'Oltremare, in fitto, invitando operatori del settore , per fare una promozione dei Camper rivolta a tutti i concessionari d'Italia, per vendere prodotti fine serie, a prezzi scontati.
Non trascureremo di fare lanci pubblicitari dell'evento rivolgendoci a riviste specializzate quali:"Plein air, Caravancamper, Mio camper e così via".
Ovviamente più si avvicinerà l'evento, più coinvolgeremo nel piano promozionale radio e giornali, nonché televisioni locali, insomma non si trascurerà il minimo particolare pur di fare una giusta promozione all'evento.
Non solo ma la fiera diventerà un punto di riferimento e volano di sviluppo per gli operatori del settore, invogliando delle logiche di gruppo anche al sud dove troppo spesso si preferisce il lavoro in solitario a quello di unione.
Infatti quale migliore occasione per i concessionari dei camper e caravan e simili, di potersi confrontare e fare squadra, se non che sfruttando la fiera, come volano di unione e forza?
Senza trascurare il potenziale di benefiche ricadute su tutta l'economia locale, partendo dagli operatori turistici in senso lato a quelli culturali di musei e mostre d'arte di cui la città e la regione sono ricche, all'industria della componentistica e accessoristica, che vanta innumerevoli tradizioni in tutto il sud.
Ecco dunque dispiegata la volontà di realizzare a Napoli un progetto di primaria importanza, in un settore che oramai anche al sud ha smesso di essere semplicemente di nicchia, che è caratterizzato da un pubblico ad alta marginalità di consumo, in grado di essere catalizzatore di più fasi di sviluppo.
Insomma per la città di Napoli la fiera si propone di essere una vetrina e al tempo stesso un fiore all'occhiello, una vera boccata di aria pura a fronte di un immagine alquanto incrinata negli ultimi tempi.
|